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Alternative alla plastica: conosciamole meglio e scopriamo i vantaggi

Abbiamo ampiamente parlato in precedenza della plastica. C’è chi l’ha demonizzata ed invece chi ha capito che, sotto sotto, il vero problema per l’inquinamento del pianeta siamo noi. Ecco quindi che la tecnologia e l’evoluzione ci vengono incontro, con delle alternative alla plastica, efficienti, compostabili e biodegradabili. Conosciamoli meglio. Polimeri Naturali Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione costante dei prodotti derivanti dai polimeri naturali. Oggi, oltre ai ben noti cotone e lino, troviamo facilmente oggetti e contenitori fatti con lignina, caucciù, cellulosa, pectina e chitina. Essendo prodotti derivanti 100% da prodotti vegetali essi sono facilmente riciclabili e si biodegradano rapidamente al confronto dei polimeri sintetici. Materiali organici Viaggiano di pari passo ai polimeri naturali quelli proveniente dalle proteine animali, materiali organici facilmente compostabili. Anche qui ne esistono di diversi tipo: dalle più famose lana e seta, arriviamo alla cheratina, fibroina e caseina. Mater-bi E’ una innovativa famiglia di bioplastiche che utilizza componenti vegetali, come l’amido di mais, e polimeri biodegradabili ottenuti sia da materie prime di origine rinnovabile che da materie prime di origine fossile. Le differenze tra biodegradabile e compostabile Un materiale è biodegradabile quando ha la capacità di decomporsi in natura del 90%, mediante attività enzimatica di microrganismi in un lasso di tempo inferiore ai 6 mesi e viene assorbita dal terreno. Infatti viene definito non biodegradabile un prodotto che una volta gettato in natura rimane nel terreno senza essere assorbita o peggio ancora inquina provocando diverse problematiche ambientali. I materiali compostabili invece sono quelle sostanze che una volta degradati sono ricche di sostanze nutritive per il terreno. Infatti esso viene detto compost ed in agricoltura viene utilizzato come concime. Per essere compostabile una sostanza deve degradarsi in un massimo di 3 mesi. Esempi di sostanze compostabili sono gli scarti del cibo. La differenza è definita quindi dal tempo che ci impiega la sostanza per degradarsi e non lasciare tracce nel terreno. Monouso biodegradabile e compostabile nella ristorazione Parliamo di ristorazione: quante volte ci si ritrova con l’esigenza di utilizzare un grosso quantitativo di stoviglie per un banchetto, una cena-evento, un servizio di catering? Sapevi che in queste occasioni gli sprechi in termini di materiale monouso non riciclabile o di detergenti per le stoviglie arriva quasi al 90%? Fortunatamente la tecnologia ancora una volta viene in nostro aiuto: infatti grazie all’uso di materiali biodegradabili e compostabili è stato possibile creare delle stoviglie monouso green, ecofriendly e sostenibili, dal design minimal e chic. Parliamo di legno di betulla, foglia di palma, biopolimeri, tutte bio materie certificate, idonee al contatto con gli alimenti e a impatto 0. Una vera e propria rivoluzione. Un altro argomento molto importate da conoscere per capire bene come aiutare l’ambiente è il significato di compostabile. Abbiamo utilizzato due termini in questo articolo: compostabile e biodegradabile. Facciamo chiarezza. Dunque, per una corretta raccolta differenziata, la prossima volta che gettate un prodotto nell’umido assicuratevi che oltre ad essere biodegradabile esso sia compostabile. Inoltre preferite sempre prodotti di imballaggio alimentare composti da materiali che posseggano le due caratteristiche sopracitate così da salvaguardare l’ambiente, offrire un servizio efficiente e di qualità e garantire al cliente un prodotto finale perfettamente preservato. Hai un’attività e cerchi prodotti di imballaggio alimentare che hanno queste caratteristiche? Contattaci per scoprire di più sui prodotti green e per ricevere una nostra consulenza, saremo felici di rispondere alle tue domande e guidarti nella scelta del packaging giusto per te.

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Conoscere la plastica: scopriamo come usarla meglio e come riciclarla

Partiamo dalla base: la plastica è davvero il demonio? E’ buona norma (e buon senso) conoscere a fondo un argomento per poter formulare giudizi che siano realmente fondati. Quindi per rispondere alla domanda proviamo ad analizzare insieme la questione per capirci qualcosa. Come? Andiamo a conoscere la plastica meglio da vicino. Conoscere la plastica: i diversi tipi I materiali plastici si differenziano tra loro per proprietà di utilizzo e smaltimento. Per capirci qualcosa in più tra i diversi tipi di plastica, ti rimandiamo al precedente articolo, dove ti elenchiamo le principali sigle che indicano le varie tipologie di plastica. Riciclare la plastica Come possiamo capire se un oggetto in plastica è riciclabile o meno? Cosa fondamentale è la presenza del simbolo triangolare sugli imballaggi di plastica. Composto da 3 frecce che si inseguono, questo simbolo indica la possibilità del materiale di essere riciclato ed è tipico degli imballaggi in plastica, con un numero o una sigla riferita al materiale impiegato. La presenza di questo simbolo facilita la raccolta differenziata ed il riciclaggio; il numero o le lettere indicano invece la natura del materiale. Nello specifico le tipologie di plastica riciclabile sono: PET, HDPE, PVC, LDPE, PP (polipropilene), PS (polistirene). Dal 1 maggio 2012 i bicchieri e piatti di plastica usa-e-getta possono essere anch’essi riciclati come plastica e non più buttati nella raccolta indifferenziata. (fonte Corepla) La plastica che inquina Ma attenzione! Solo i materiali da imballaggio possono essere differenziati e tra questi, gli imballaggi alimentari. Questo perché i produttori di imballaggi pagano il Contributo Ambientale Conai, grazie al quale i Consorzi Nazionali per il Recupero dei materiali possono sostenere le spese per il riciclo e riconoscere i corrispettivi ai comuni in base alla quantità e alla qualità del materiale differenziato. Gli oggetti in plastica non differenziabili vanno invece gettati nel secco residuo/indifferenziato o portati nell’ecocentro più vicino. Come ridurre la plastica Ridurre il consumo di plastica laddove non necessario è un dovere morale di ciascuno di noi. E’ evidente anche come la plastica ha portato in alcuni casi diversi benefici, si pensi al campo medico e a quello alimentare ad esempio. I materiali plastici (quelli giusti) riducono infatti gli sprechi di alimenti e risorse, garantiscono sicurezza e igiene, allungano i tempi di conservazione, consentono risparmi sui costi di trasporto e sulle risorse. Bisogna creare consapevolezza ed educare ad usare la plastica nel modo più corretto, nel rispetto dell’ambiente, con ragionevolezza, chiedendosi in primis qual è l’impatto sull’ecosistema. Bisogna diffondere una cultura del non spreco, della conoscenza dei materiali che utilizziamo ogni giorno. Essere consapevoli è la chiave per regalare ai nostri figli un futuro migliore.

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3 Curiosità sul riciclo che (molto probabilmente) non conoscevi

Riciclare, compostare, riutilizzare… aaah, che confusione! In un momento storico così delicato in tema di ecologia e riciclo proviamo a fare chiarezza con 3curiosità sul riciclo che non conoscevi (e possono aiutarti a capirne qualcosa in più). 1. Per produrre una tonnellata di carta occorrono 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7600 chilowattora di energia elettrica. Se invece parliamo di carta riciclata i dati cambiano drasticamente: 0 alberi, 1.800 litri di acqua, 2700 chilowattora di energia elettrica. Una bella differenza no? 2. Hai mai pensato a cosa puoi fare con le lattine di alluminio? Con le tue lattine di Coca Cola potresti: ricavare una bicicletta accessoriata, una bici da corsa, una caffettiera e un paio di occhiali. La quantità di energia che si risparmia, invece, riciclando una lattina d’alluminio basterebbe a tenere acceso un televisore per 3 ore e un computer per 4. Energia pulita ed efficiente! 3. La plastica, argomento super scottante. Esistono numerose tipologie di questo materiale: il PET è in grado di trattenere l’anidride carbonica e quindi si usa per le bevande gassate, col PVC si fanno tubi e nastri isolanti, col PP si producono siringhe e vaschette per il formaggio, mentre col PE sono fabbricati i sacchetti. Produrre plastica e smaltirla in modo coscienzioso o non produrla per niente? La plastica si può riciclare o recuperare realizzando nuovi prodotti o oggetti d’uso e non va demonizzata Molti contenitori per il confezionamento di prodotti o alimenti hanno una funzione molto pratica ed efficiente, l’importante è che siano realizzati con materiali smaltibili o riutilizzabili. Si pensi che riciclare una tonnellata di plastica può far risparmiare fino a 2.000 litri di benzina!

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Evoluzione del packaging: come sono cambiati gli imballaggi nel tempo

Colorato, attraente, accattivante: questi sono solo alcuni dei termini con cui potremmo definire il packaging moderno. Eppure un tempo non era così, quando gli imballaggi erano utilizzati come semplici involucri per proteggere merci e prodotti. L’evoluzione del packaging segue una linea ben precisa e prende origine da due eventi in particolare: le esposizioni universali ottocentesche, dove numerosi paesi mostravano i propri prodotti in serie racchiusi in confezioni ben architettate, e la nascita dei supermercati, dove i prodotti delle numerose case produttrici dovevano essere distinti gli uni dagli altri e dovevano farsi notare rispetto alla concorrenza. Da qui, dunque, nasce l’esigenza di un packaging elaborato strategicamente e curato nei minimi dettagli. Lo studio e la realizzazione di imballaggi capaci di attrarre l’attenzione dei fruitori ha acquisito sempre più importanza nel corso del tempo. La psicologia dei colori ti dice nulla? Ogni minimo particolare, tinta o immagine è posta con cura sulle confezioni di prodotti di tutto il mondo per trasformare un potenziale cliente in fedele consumatore. Basti pensare alla Coca Cola e al suo rosso sgargiante, colore che stimola l’appetito e ti spinge a mangiare di più, oppure al Verde Tiffany, nuance unica e appositamente creata da Charles Lewis Tiffany che per i suoi gioielli voleva un packaging dai toni sgargianti, immediatamente riconoscibile e che comunicasse valori come allegria e gioia di vivere. A ben pensarci, già solo la vista di quelle scatoline blu è motivo di eccitazione e felicità ancor prima di aprirle! Come si è evoluta l’idea di packaging nel tempo? Pensiamo agli Uneeda Biscuits, il cui packaging fece letteralmente impazzire gli statunitensi di inizio ‘900. La National Biscuit Company investì 1 milione di dollari per rinnovare l’impacchettamento dei biscotti Uneeda. Questi ultimi erano avvolti in involucri di carta cerata, custoditi e venduti in scatole di carta a mo’ di cassetti. Inutile dire che l’idea ebbe grande successo, anche grazie alle numerose pubblicità che ritraevano un bimbo in impermeabile come testimonial, a dimostrazione del fatto che questa nuova confezione fosse efficace per proteggere il prodotto dall’umidità. Come vedi, il concetto stesso di packaging è mutato seguendo le logiche del mercato e le strategie di marketing messe a punto col passare degli anni passando da mero strumento di protezione merci a vero e proprio veicolo di brand identity.

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Raccolta differenziata del polistirolo: sai già dove si butta e come gestirla?

Il riciclo dei materiali di uso comune è di fondamentale importanza per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Per far questo è necessario seguire scrupolosamente i dettami della raccolta differenziata, ma non sempre è chiara la collocazione di questo o quel materiale. Prendiamo il polistirolo, ad esempio, tu sai dove buttarlo? Se non ne hai idea, sei nel posto giusto, perché qui troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno. Prima di tutto, devi sapere che il polistirolo è un materiale plastico che viene utilizzato prevalentemente negli imballaggi e nel confezionamento di prodotti alimentari. Questo perché tale materia respinge funghi e batteri ed è totalmente resistente ad acqua e umidità. Inoltre il polistirolo è totalmente atossico, quindi può essere tagliato o spezzato a mani nude senza conseguenze per la salute. Nell’immaginario comune il polistirolo è quello che avvolge oggetti delicati come elettrodomestici e tutto ciò che deve essere trasportato con cura. Si tratta del polistirolo espanso, che si presenta come schiuma bianca e compatta, ma non è l’unica forma esistente di tale materiale. Molti oggetti di uso comune, infatti, sono fabbricati in polistirene come posate e piatti, barattoli per yogurt, involucri per uova, carne, pesce e alimenti freschi in generale. Come avrai notato, utilizziamo il polistirolo molto più spesso di quel che pensiamo ed è per questo che bisogna sapere come disfarsene correttamente. La risposta è semplice: sia il polistirene espanso che quello di uso comune devono essere smaltiti nella plastica, con l’unica differenza che i contenitori di alimenti o saponi devono essere lavati e puliti prima di essere gettati.

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Con il Dispenser Tenderly risparmi e aiuti l’ambiente

Con il Dispenser Tenderly risparmi e aiuti l’ambiente. E’ arrivato il momento di aiutare l’ambiente in cui viviamo e contemporaneamente risparmiare sui costi di gestione della nostra attività. Grazie al nuovo Dispenser Tenderly potrai fare entrambe le cose con un solo gesto: contattaci e lo installeremo senza nessun costo! I Dispenser tradizionali hanno un costo acquisto leggermente inferiore al Dispenser Tenderly. Con i Dispenser Tradizionali acquisti un rotolo da 800 strappi ma in effetti ti garantisci soltanto 266 asciugature. Immagina tutte le volte che ti lavi le mani, prepari un caffè e vuoi asciugarti il viso: decine di fogli di rotolo strappati per un solo utilizzo! Facendo un rapido calcolo è possibile ricavare il reale costo utilizzo di un Dispenser Tradizionale. Sei sempre sicuro che risparmiare pochi centesimi sul costo d’acquisto sia conveniente? Analizziamo invece il comportamento del Dispenser Tenderly: il costo d’acquisto è leggermente superiore ad un dispenser tradizionale. Ma il Dispenser Tenderly garantisce 450 strappi e un consumo reale pari a 450 utilizzi! Questo perché ogni volta che lo utilizzi strappi soltanto un foglio del rotolone e non una lunga striscia di fogli. Un foglio sarà sufficiente per asciugarti le mani e il viso, riducendo gli sprechi e ottimizzando i tuoi costi di gestione. Questo significa che risparmi ben il 60% rispetto ai dispenser tradizionali!  Il Dispenser “Ready One Maxi” alloggia bobine ad estrazione interna. E’ ideale per medie e grandi superfici professionali e qualsiasi altro tipo di ambiente, rispecchia tutte le normative in vigore nel nostro paese. Puoi trovare ulteriori informazioni sul nuovo Dispenser Tenderly qui. Se sei interessato ad installare il nuovo Dispenser Tenderly puoi contattarci telefonicamente o sui nostri canali social e saremo ben felici di aiutarti a migliorare l’impatto della tua attività e a risparmiare un bel pò di soldi 🙂 Puoi trovarci su Facebook, Instagram e Google Plus: contattaci e risparmia il 60%!

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